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31 luglio 2012

Disperato erotico FLOP

Premesso che io con l'erotico, nonostante la pubblicazione di un racconto da parte di Delos Books e sul quale mia zia aveva commentato "...ma quindi non si tromba nemmeno nei tuoi racconti?" (per dire), mi parlo poco, trovo che sul genere ci sia un bombardamento esagerato che punta più alla quantità che alla qualità.

Stanotte ho fatto un sogno pazzesco, che non vi sto a raccontare perché troppo lungo e troppo scemo, ma molto narrativo, tanto che mi è venuta voglia di farci su un racconto; e mentre pensavo a questa possibilità mi sono passati come un flash davanti agli occhi alcuni dei libri erotici che ho letto nella mia vita.
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René Magritte, La philosophie dans le boudoir
Il primo in assoluto fu "La filosofia nel boudoir", una letturina leggera per cominciare, direi. Infatti avrò capito un terzo dell'opera, l'ho letto in uno stadio immaturo della mia personalità sia sessuale che culturale e farei bene a riprenderlo in mano (ehm dai su) di nuovo. Non credo però di avere mai approcciato al sesso in letteratura con pregiudizi di sorta. Non ho battuto ciglio per alcuna delle situazioni orgiastiche descritte nel libro del Marchese; ho sbadigliato assai, invece, durante tutti quegli intermezzi filosofici pallosissimi che De Sade intervallava alla pornografia allegorica. Però ho imparato (per dire quanto posso ricordarmi di quei capitoli) che il primissimo preservativo era un budello di capra.

Dalle interiora al polisoprene. Meraviglioso. Ci farei una puntata di "Com'è fatto" con Barbara.

Poi sono passata (sempre per stare leggerini) a Bataille, "Storia dell'occhio", per via del mio amore per il surrealismo: tutta la metamorfosi simbolica che compie l'occhio attraverso la narrazione non è bastata però a coinvolgermi più di tanto. Come dire: mi sentivo un'impotente sia dal punto di vista letterario, sia da quello erotico.

Peggio, molto peggio, però, dover leggere 500 pagine di "V.M.18" di quella strana aliena che è la Santacroce, la quale, durante il lancio del libro, si è autoproclamata la sola erede dell'autore francese, ma che a mio parere è più vicina a Huysmans che a Bataille: l'unica cosa che le è riuscita, infatti, è la forma esteticamente gradevole e curata dell'opera: si legge bene, anche se lo stile aulico risulta nel complesso un po' forzato è un vero e proprio intarsio minuzioso. Aldilà di questo, yawn.

La parabola discendente l'ho compiuta con l'abominevole "50 sfumature di Grigio". Ma di quello ho già parlato a sufficienza qui.

Moana Pozzi
Insomma, alla fine ho trovato molto più belli alcuni dei racconti pubblicati nella stessa antologia dove compare il mio. Ci sono autori emergenti (dei quali tengo a precisare NON faccio parte, io mi sono solo divertita a partecipare) che hanno davvero stoffa, e la grande distro non li caga. Questo non mi sembra giusto. Non può vincere il personaggio, la sua storia commerciale, e basta. Anche l'erotico è un genere con una propria dignità e va rispettato dall'editoria. Non si può propinare sempre roba scadente "tanto è erotico" convintissimi che i lettori non se ne accorgano. Una pagliacciata come la trilogia della James può essere andata bene in America per un mero fatto numerico e perché nasceva come fanfiction di Twilight (che - per quanto mi risulti incomprensibile - è piaciuto ovunque). Le persone che conosco, che stimo, che hanno letto questo libro si sono dette deluse, pur avendolo accolto entusiasticamente in alcune sue parti; per non parlare poi degli altri due, da evitare.

Come dire:  parlando di cinema erotico, se potessi scegliere, preferiresti Moana o Michelle Ferrari? Ma Moana 1000 volte, dài. Ecco: un po' del suo proverbiale stile non guasterebbe nemmeno sulla carta.

18 luglio 2012

Considerazioni sociologiche 2.0

L'inserimento dati è una noia mortale, ma NON se lavori in un'associazione sportiva, specie se i dati che stai inserendo sono quelli che riguardano potenziali soci reclutati in discoteca il sabato sera.
Anzitutto ho capito delle cose importanti di valenza sociologica non indifferente, nell'osservare che:
- quelli che scrivono di merda sono tutti truzzi
- i truzzi hanno TUTTI la mail su hotmail.it o live.it
- quelli che scrivono ordinatissimo sono TUTTI su gmail
- quelli che dimenticano se ci va o non ci va il puntino sono TUTTI su libero.

Poi ci sono i buontemponi:











Un piccolo genio di un'originalità disarmante.
Vado a finire il lavoro. Se trovo un vaffa.net vi faccio un fischio.


8 luglio 2012

50 sfumature di marrone (recensione à la càzz) SPOILER

Ok. Ho appena finito il tanto osannato "50 sfumature di grigio". Ho alcune considerazioni da fare su questa pubblicazione, ma sono del tutto personali e per nulla professionali, più che di recensire il libro dopo averlo letto mi viene voglia di prendere per il culo l'autrice.

Prima di tutto, vorrei scusarmi con Zafòn: "L'ombra del vento" era un altro enorme successone "da passa parola" e io non sono nemmeno arrivata in fondo, nonostante fosse scritto molto meglio e la storia avesse un solido nerbo che questa non ha, fatta eccezione - ma forse, eh - nei frustini sadomaso di Christian Gray.

Questo libro è un ECG: inizia basso, tocca il picco, termina di nuovo basso. È interessante solo a partire da metà ma è come la mozzarella dello spot, "finisce subito".
LEI, ANASTASIA STEELE: amebica a dire poco, 'na sciacquetta, verginella e abbastanza irritante, non le si può fare un regalo che subito si dà della zoccola per avere accettato; lui le regala, nell'ordine: un macbook, un blackberry, un'Audi, svariati voli in prima classe, un armadio pieno di vestiti. Lei reagisce ogni volta dicendo che si sente pagata per il sesso che fa con lui, che è un multimiliardario e ogni volta che fa un regalo simile è come se le avesse comprato delle noccioline per il cinema, ricordiamolo. Ma ha un passato da povero. EH. Passa il tempo a mordersi il labbro, e a farsi dire da lui di non mordersi il labbro perché è eccitante: lo fa a cena, in camera, nella sala dei "giochini", mentre beve il cosmopolitan, nella doccia, mentre litigano, e con pazienza da frate francescano LUI, CHRISTIAN GRAY, l'uomo Denim After Shave per eccellenza, Colui Che Non Deve Chiedere Mai, invece di fracassarle gli zigomi sullo spigolo del tavolo (cosa che avevo voglia di fare io, però), si limita a dirle "non morderti il labbro". Pena? "Ti sculaccerò".
Ecco, se vi aspettavate vergini di ferro, sferzate, sospensioni, agopuntura, bondage pesante, sappiate che non c'è NIENTE di tutto questo. CHRISTIAN GRAY può passare per CHRISTIAN DIOR ma non certo per un dominatore... niente feticismi particolari, eccetto, se proprio vogliamo, qualche pacca sul dietro e qualche ordine qua e là. STOP. Il resto è un film di Walt Disney. Poi lei viene SEMPRE e sempre prima di lui. Al limite della fantascienza, qui io scomoderei anche Asimov.

Ammetto: la trama, a un certo punto, si fa interessante. Sembra che ci sia della tensione che debba culminare in qualche cosa, e viene voglia di continuare la lettura. Poche pagine, rispetto all'immensa quantità di superfluo che investe l'intero elaborato. E alla fine non succede niente.

Anastasia e Christian sono due caratteri senza carattere: lei forzatamente verginale in certi momenti, forzatamente porca in altri; lui fintamente prepotente, si rivela essere un enorme bluff.

Alla fine della fiera, mi sono divertita a contare le cose che anche io, che non sono mai stata né una "sottomessa" né una "dominatrice" ho sperimentato, ed è stato tutto un "ce l'ho, ce l'ho..." con sporadici "mi manca". E ribadisco, è solo sesso, punto, niente che nessuno di noi non abbia provato per divertirsi tra le lenzuola. E se ve lo dico io, che non sono una che si appende al soffitto per lanciarsi sull'amante...

Se proprio volete leggerlo 'sto libro, fatevelo prestare, và.

11 aprile 2011

Poesia.

Era meglio restassi muto, cuore mio;
perché ora hai preso a rompere i coglioni 
tutti i giorni e a randellarmi,
oltremodo,
le gonadi?

11 gennaio 2011

Appena letta

"senza amore siamo uomini e donne a metà"

Personalmente, mi sento molto più completa a metà che intera.
Meditate gente, meditate.
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