È uno strano pensiero, ma ha qualcosa di ovvio, specie se scritto appena prima di un'immersione in un weekend lavorativo che mi toglierà tutto il tempo libero che ho, e che precede una settimana che mi vedrà occupata mattino-pomeriggio-sera tra ripetizioni a esaminandi, articoli e interviste in giro e consueto lavoro.
Mi manca la letteratura.
Mi manca alle lacrime.
È ormai troppo tempo che non prendo in mano un libro senza doveri allegati, solo per assaporarlo, solo per me. Mi mancano le cene letterarie con gli amici, quelli che riescono a capire perché piangi disperato dopo essere arrivato all'ultima pagina. Mi manca il vino di quelle cene, mi manca quella speciale atmosfera intima che cancella tutto il mondo fuori per qualche ora. Almeno per un poco, come un po' d'acqua fresca sulle ferite di tutti noi.
A voi, che siete stati compagni di convivio e so che leggete queste parole, dedico questo brano di Baudelaire tratto da "Lo Spleen di Parigi".
Mi manca la letteratura.
Mi manca alle lacrime.
È ormai troppo tempo che non prendo in mano un libro senza doveri allegati, solo per assaporarlo, solo per me. Mi mancano le cene letterarie con gli amici, quelli che riescono a capire perché piangi disperato dopo essere arrivato all'ultima pagina. Mi manca il vino di quelle cene, mi manca quella speciale atmosfera intima che cancella tutto il mondo fuori per qualche ora. Almeno per un poco, come un po' d'acqua fresca sulle ferite di tutti noi.
A voi, che siete stati compagni di convivio e so che leggete queste parole, dedico questo brano di Baudelaire tratto da "Lo Spleen di Parigi".
"Ubriacatevi. Bisogna esser sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi.
E se qualche volta, sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, vi risponderanno: "È l'ora di ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro."
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi.
E se qualche volta, sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, vi risponderanno: "È l'ora di ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro."

