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9 settembre 2011

Quello che conta davvero.

Una volta pensavo che la bellezza fosse l'unico potere in grado di tenere legate le persone a sé. Vedevo intorno a me uomini e donne bellissimi che erano sempre quelli che lasciavano, quelli che decidevano, quelli che sceglievano. Gli esseri umani cercano il bello, vogliono il bello, pensavo, e io non sono bella, non oggettivamente; chiaro, piaccio anch'io, ho avuto dei ragazzi affascinanti, ma non sono "bella" tout court. Vorrei essere bella, mi dicevo, perché in fin dei conti comprensiva lo sono già, sì certo, ho i miei difetti grandi, sono permalosa, orgogliosa, m'incazzo di un niente spessissimo, ma sono una buona compagna, sostengo, mi dedico, ascolto, consolo quando e se necessario, ci sono. E mentre pensavo queste cose, e mi ripetevo che erano importantissime nella costruzione di una relazione, c'erano queste donne belle, ma stronze dentro, ma proprio stronze dentro, che a volte è capitato si prendessero anche i "miei" uomini, a volte solo con la testa a volte se li portavano proprio a letto, e facevano fare loro di tutto, e li trattavano come se fossero Miss Italia al galà, e io che non sono mai stata uno zerbino pensavo che piuttosto che stare con uomini così, meglio cessi pesanti, ma con le palle. A me, fondamentalmente, della loro bellezza non me ne fregava un accidente. Mi piacevano perché mi facevano ridere, perché mi guardavano col cuore e non solo con gli occhi, perché mi ascoltavano, perché mi capivano e mi stavano accanto, per tutte quelle cose, insomma, che io davo a loro.

Poi ho conosciuto una donna davvero bella, alta, affascinante, di quelle che di solito scelgono, decidono, lasciano, ma non stronza, per niente stronza, anzi, proprio intelligente, colta, brillante, e questa donna però soffre come un cane perché il suo uomo (che è normalissimo e io aggiungo anche un po' noioso) non si decide, nel frattempo si scopa le stronze, ma quelle veramente stronze, e da lei prende il resto: la comprensione, la protezione, l'amore.

Troppo comodo, così.

Ecco e io penso che no, non è la bellezza, è la freddezza ad avere la meglio sulla comprensione e sull'amore, ho sbagliato tutto; e penso che si debba cessare di offrire comprensione, protezione, amore, perché non frega a nessuno di scegliere davvero se può averle da te continuando a trovare però uomini/donne belli e stronzi che decidono al posto suo e la fanno passare come una decisione a due, e non si curano se poi sta male. Perché la verità è questa. Se vuoi davvero bene a qualcuno non lo fai soffrire, non lo usi perché tanto a te viene comodo. Piuttosto ci passi, da stronzo/a, e ingoi quello che provi; ma non lo sei davvero.

Il resto si chiama solo egoismo, e con l'amore e l'affetto (lo dico anche a me stessa) non ha proprio nulla a che vedere.

1 gennaio 2010

So-Low

Sapete cos'è? Che sono stanca di pensare, di stare in tensione, di vivere all'erta. Di non avere controllo né sulla mia famiglia né su quella che lo è diventata, né sui miei nervi. Sono stanca perché ho esaurito le batterie. Non so come ricaricarle, ma so di avere bisogno di stare da sola. Ho bisogno di allontanare i fantasmi perché la notte non dormo e la mattina mi sembra di essere intrappolata ancora in un incubo imminente. Nemmeno già dentro di esso, al limite, sempre sulla soglia. Ho sempre cercato di essere solida, perché se non sono solida non riesco ad essere d'aiuto a nessuno. Nemmeno a me stessa, e mi fa rabbia. E il 2010 già il primo giorno mi ha dato una sorta di avvertimento che avrei preferito ignorare, ma che mi rendo conto essere al centro di tutto, ora più che mai, nonostante abbia vissuto momenti peggiori e non ci siano motivi così gravi per sentirsi come mi sento io: schiacciata, senza respiro e con il cuore al galoppo nonostante i calmanti.
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